mercoledì 15 aprile 2015

LE GRANDI ESPLORAZIONI GEOGRAFICHE

ECCO IL TESTO DELLA LEZIONE TRATTA DAL VIDEO DELLA TRECCANI.

Svolgere una sintesi in  massimo 20 righe (minimo 15).

Criteri di valutazione:
-conoscenze
-sintesi
-rielaborazione
-forma  espressiva



Il Portogallo e la Spagna furono i primi Paesi europei ad avventurarsi nelle esplorazioni geografiche al di fuori del Mediterraneo. I loro viaggi erano mossi dalla volontà di trovare nuove vie commerciali dopo che quelle tradizionali erano state interrotte dall’avanzata dell’impero ottomano, in seguito alla caduta di Costantinopoli, e di togliere dalle mani dei Veneziani il monopolio del commercio delle spezie. Questi aromi, usati per insaporire ed aromatizzare cibi e bevande, oltre che nella medicina, costituivano una fonte di guadagno molto importante per i grandi mercanti e banchieri, tanto che spesso venivano usate come mezzo di pagamento. 
I due Paesi si spinsero in quest’avventura guidati anche dalla favorevole posizione geografica della penisola iberica sull’Oceano Atlantico. Nella regione, come nel resto dell’Europa, già da tempo i navigatori e gli imprenditori, come pure i gruppi dirigenti politici, erano intenzionati sia a rispondere alla sempre più crescente domanda di beni di lusso e di prima necessità, come grano, legno e fibre tessili; sia ad investire in modo redditizio i capitali accumulati e dare uno sbocco alla politica espansionista delle monarchie nazionali. 
Il Portogallo, nel corso del Quattrocento, riuscì a trasformare l’Oceano Atlantico da confine invalicabile dell’universo conosciuto, secondo le credenze medievali, a via di collegamento tra Occidente ed Oriente. Loscopo che il piccolo regno si prefiggeva era quello di procurarsi e portare in Europa le merci direttamente dalle aree di provenienza, evitando la mediazione dei Veneziani e degli Arabi per guadagnare direttamente sulle vendite. Questo traguardo poté essere raggiunto grazie alla borghesia che, costituita principalmente dal ceto mercantile e marinaro, rappresentava nel paese l’elemento portante della struttura produttiva e guardava con interesse alla ricerca di nuovi mercati. 
A sostegno della borghesia fu determinante l’appoggio della dinastia regnante degli Aviz. In questo modo il Portogallo divenne punto diriferimento anche per gli altri banchieri e mercanti europei che già finanziavano e controllavano gli scambi commerciali. Per di più, i sovrani mostrarono interesse verso le esplorazioni marittime e tutto ciò che riguardava la scienza nautica e la tecnica navale, specialmente con Enricodetto il Navigatore il quale, agli inizi del XV secolo, fondò una scuola dicartografinavigatori e astronomi. Inoltre, i marinai portoghesi si dotarono di importanti innovazioni tecnologiche, tra le quali: il timone a ruota e lacaravella, un piccolo veliero di facile manovrabilità, che poteva navigare con un equipaggio ristretto e avere così un maggiore spazio per le merci. In un clima così favorevole prese avvio una lunga serie di spedizioni sostenute dalla corona e dagli investimenti provenienti dai privati, soprattutto dai mercanti italiani che, minacciati dai Turchi nei loro traffici nel Mediterraneo, iniziarono ad aprire filiali in Portogallo e Andalusia. 
Le spedizioni marittime portoghesi si spinsero piano piano lungo le coste dell’Africa: entro la prima metà del Quattrocento conquistarono Cedua poiMadeira e le isole di Capo Verde, raggiungendo nei primi anni settanta ilGolfo di Guinea. Qui furono edificate le prime fortezze per rendere agevoli gli scambi commerciali. 
Con il regno di Giovanni II si iniziò a progettare la discesa lungo le coste africane per giungere in Oriente. Nel 1487 il Portogallo riuscì, grazie aBartolomeo Diaz, a passare l’estremità meridionale dell’Africa, da lui chiamata Capo di Buona Speranza. Dieci anni più tardi, il navigatore riuscì a circumnavigare l’Africa, traversare l’Oceano Indiano e giungere a Calicut, in India. In questo modo la via attraverso il mare per l’Oriente era stata trovata. I portoghesi si insediarono in Mozambico, nell’Africa sudorientale; a Cochin, nelle Canarie e nel Goa in India, a Socotra e Ormuz; nel Mar Rosso e nel Golfo Persico; a Malacca. Infine, dopo il viaggio di Colombo, 
nel 1500 Pedro Alvares Cabral costeggerà il Brasile che divenne anch’esso dominio portoghese. L’impero portoghese era essenzialmente un dominio di rotte, eterogeneo, poco centralizzato e composto da diversi territori con differenti strutture politiche: capitanati-donatari, fortezze-empori efortezze-porti. Il primo dei capitanati-donatari fu creato a Madeira nel1440. Esso era la struttura che permetteva al re di imporre direttamente la propria sovranità sul territorio. Lungo le coste dell’Africa e in Oriente, invece, i Portoghesi realizzarono empori nei quali si limitarono a commerciare i prodotti agricoli o minerari. Essi costituirono una vasta rete monopolistica di gestione del commercio, che si sovrapponeva ad aree dove i mercati erano già organizzati. I Portoghesi riuscirono a creare un impero commerciale che si estendeva dai porti indiani delle spezie fino aCeylon, l’isola della cannella, a Malacca, la terra dei garofani e alle lontaneMolucche. L’attenzione della Spagna verso le esplorazioni geografiche prese avvio dopo i successi riportati dal Portogallo e il verificarsi di alcuni eventi interni. Nel 1469 con l’unione del regno di Castiglia con quello diAragona, avvenuto grazie al matrimonio tra Isabella di Castiglia eFerdinando d’Aragona, culminò il processo di unificazione territoriale spagnola, che fu suggellato dall’ultima fase della reconquista avvenuta, nel1492, con la presa di Granada, ultimo avamposto arabo sul suolo europeo. Insieme ai musulmani furono cacciati anche gli Ebrei, che godevano di privilegi fiscali. In questo modo si cercò di realizzare la “limpieza de sangre”, ovvero quella purezza che, escludendo per l’appunto Arabi ed Ebrei, era parte essenziale nella formazione dello Stato spagnolo, di quell’unità politico-religiosa in cui il sovrano rappresentava il difensore dell’eredità spirituale e politica della nazione. L’unione delle due corone diede un forte impulso all’aumento della popolazione e alla vitalità deitraffici commerciali, soprattutto in Andalusia, e di conseguenza allo sviluppo di centri navali, come quelli nel Golfo di Biscaglia e Siviglia. 
Tutti questi fattori spinsero la Spagna ad avventurarsi oltremare iniziando dal Nord Africa, per proseguire la lotta contro i musulmani e contrastare le conquiste portoghesi, che vennero riconosciute in cambio delle Canarieconquistate faticosamente nel 1479
Fu così che nell’aprile del 1492 i sovrani decisero di finanziare la spedizione di Cristoforo Colombo, che già si era rivolto ai sovrani portoghesi senza successo. Il progetto del navigatore genovese era quello di giungere alle Indie senza circumnavigare l’Africa ma, più semplicemente, facendo rotta verso Occidente. 
L’idea nasceva sia dalle teorie, da tempo in circolazione, sulla sfericità della Terra, sia dal ragionamento di Paolo Toscanelli, cosmografo fiorentino e conoscente di Colombo che, basandosi sulla traduzione dal greco al latino di un’opera di Tolomeo in cui si calcolava la circonferenza della Terra, sosteneva la possibilità di raggiungere le Indie da Occidente.
Così, una volta stipulate le Capitolazioni di Santa Fé, ovvero l’accordosottoscritto con la corona, Colombo fu nominato viceré, ammiraglio e governatore di tutte le terre che avrebbe scoperto, e partì per il suo viaggio. Per saperne di più su questa lunga impresa non perdere la video lezione. 

lunedì 13 aprile 2015

IL ROMANTICISMO

    Si tratta di un movimento culturale dai contorni poco definiti le cui tematiche sorsero già nella metà del XVIII secolo (il Preromanticismo), consolidandosi solo nei primi decenni dell’Ottocento.

GENESI STORICA
    La parola “romantico” fu adottata ufficial­mente per definire il nuovo movimento di pensiero e di arte, da quando il tedesco Novalis l’usò per la prima volta, verso la fine del Sette­cento, per indicare quella poesia che si ispirava all'età medievale o “romanza”. Il termine, però, era già stato usato un secolo prima in Inghilterra per definire componimenti fantastici in versi o in prosa (romanzi).
    L’atto di nascita del Romanticismo porta la data del 1798, anno della pubblicazione della rivista “Athenaeum”, fondata dai fratelli Schlegel e da altri scrittori del gruppo di Jena, che cercarono di fare il punto sulla nuova conce­zione dell’arte e della vita.


Il primo manifesto del romanticismo inglese è generalmente considerata la prefazione apparsa nel volume delle “Lyrical Ballads” dei poeti William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge, nel 1798.

I ROMANTICISMI
    Il Romanticismo si presenta con peculiarità proprie da nazione a nazione. Così, di fatto, risultano differenti il Romanticismo inglese da quello francese, o il Romanticismo italiano da quello tedesco.
Il Romanticismo non è uno stile, in quanto non si fonda su dei principi formali definiti.
Esso può essere invece considerato una poetica, in quanto,più che alla omogeneità stilistica, tende alla omogeneità dei contenuti.

Questi contenuti della poetica romantica sono :
-L’ARMONIA DELL’UOMO NELLA NATURA
-IL SENTIMENTO DELLA RELIGIONE
-LA RIVALUTAZIONE DEI CARATTERI NAZIONALI DEI POPOLI
-IL RIFERIMENTO ALLE STORIE DEL MEDIOEVO. 

IL PITTORESCO E IL SUBLIME : le categorie estetiche del Romanticismo

    Per i romantici la natura non produce il bello, ma immagini che possono ispirare due sentimenti fondamentali:
Il PITTORESCO è una categoria estetica che appare solo alla fine del ‘700 e predilige l’irregolarità e il disordine spontaneo della natura. Il pittoresco è la categoria estetica dei paesaggi.
Tutta la pittura romantica di paesaggio conserva questa caratteristica.Essa, nel corso del Settecento, ispirò la moda del cosiddetto giardino «all’inglese».   http://reggiaofcaserta.altervista.org/it/parco/giardino-inglese/

(cosa si intende per  GIARDINO ALL’INGLESE: 
Il giardino all’’inglese rifiuta la regolarità geometrica e preferisce un’apparente casualità. Divengono elementi caratteristici i vialetti tortuosi, i dislivelli, le pendenze, la disposizione irregolare degli arbusti.Un altro elemento caratteristico è la falsa rovina.
Il sentimento della rovina è tipico della poetica romantica. Le rovine ispirano la sensazione del disfacimento delle cose prodotte dall’uomo, dando allo spettatore la commozione del tempo che passa. La rovina, per lo spirito romantico, è più emozionante e piacevole di un edificio, o di un manufatto intero. Nell’arte del giardinaggio, pur in mancanza di rovine autentiche, ci si accontentava di false rovine, ossia di copie di edifici o statue del passato riprodotte allo stato cadente).

Il SUBLIME ,come lo aveva definito Kant, è quel sentimento misto di sgomento e di piacere che è determinato dall’assolutamente grande e incommensurabile; o anche dallo spettacolo dei grandi sconvolgimenti e fenomeni naturali che suscitano nell’uomo il senso della sua fragilità e finitezza. Esso deriva dal conflitto tra sensibilità e ragione.


Due uomini in riva al mare al sorgere della luna,  
  Caspar David Friedrich
La natura appare in tutta la sua sconfinatezza, quasi a voler dare espressione al senso d'impotenza dell'uomo,essere finito, di fronte ad essa.
Non a caso la coppia è rappresentata di spalle e in lontananza tanto che non la si possa mai guardare in faccia.
L’artista connota i tratti del SUBLIME con incredibile maestria, offrendo un panorama mozzafiato.





LA RIVOLUZIONE DEI SENTIMENTI E DELLE PASSIONI
    Uno dei tratti più caratteristici del Romanticismo è la rivalutazione del lato passionale e istintivo dell’uomo. Questa tendenza porta a ricercare le atmosfere buie e tenebrose, il mistero, le sensazioni forti, l’orrido e il pauroso.
    L’artista romantico ha un animo ipersensibile, sempre pronto a continui turbamenti. L’artista non si sente più un borghese, ma inizia a comportarsi sempre più in modo anticonvenzionale. Artista disperato e maledetto, che alimenta il proprio genio di trasgressioni e eccessi. L’artista romantico è un personaggio pessimista. Vive il proprio malessere psicologico con grande drammaticità. Il risultato di questo atteggiamento è un'arte che, non di rado, ricerca l’orrore e che raffigura visioni allucinate. 
  

L'incubo, Johann Heinrich Füssli
Füssli affermava che i sogni erano la personificazione del sentimento, il momento in cui affiorano le più profonde regioni dell'animo.
Per questo oltre alla figura addormentata si vedono i suoi sogni materializzati, un orribile nano sul ventre e la cavalla spettrale dagli occhi bianchi che appare dietro la tenda, richiamo quest'ultimo anche del termine incubo in inglese, "nightmare", ovvero "cavalla della notte". 




I PRODROMI

Sorse polemicamente in contrapposizione allIlluminismo ma in effetti ne rappresentò uno sviluppo:

già in  pieno Illuminismo atteggiamenti spirituali e culturali che sembrano gettare le basi del futuro movimento romantico:

IN CAMPO FILOSOFICO :
Rousseau (ritorno dell'uomo allo stato di natura)
Kant (i valori della coscienza morale e del sentimento, oltre quello razionale, nella vita dello spirito)
IN CAMPO LETTERARIO
poesia preromantica
in Italia la personalità di Vittorio Alfieri, che molti poeti, come il Foscolo, elessero a loro maestro ideale.

L’IDEOLOGIA

Base filosofica dell’Illuminismo: meccanicismo materialistico, sensismo (la vita è un continuo divenire della “materia” che si trasforma incessantemente)
LA BASE FILOSOFICA DEI ROMANTICI È L’IDEALISMO HEGELIANO.



CONCEZIONE DELLA STORIA (per i Romantici) :
Rivalutazione della Storia come prodotto dell’ Io Universale nel quale si riflette l’ Io individuale, che partecipa perciò all’Eterno.
La storia è il “prodotto" più autentico dello spirito umano perché è il segno tangibile di questa evoluzione; ogni momento è perciò necessario, rappresenta pur sempre un fatto “positivo” nel lungo cammino dell’umanità.
Il fine della storia del mondo è, per Hegel, la libertà dell'uomo.
L’individuo, per Hegel, è spiritualmente coinvolto in tutto il processo storico dell’umanità: egli ha, dunque, una valenza universale, non può prescindere dallo studio del passato (storicismo) per conoscere veramente se stesso.
- ritrovamento dei valori religiosi (SPIRITUALISMO) contro l'ateismo o il fideismo dell'illuminismo;

LA RELIGIONE
Dopo il Settecento, che era stato fortemente laico e anticlericale, si riscopre anche la sfera religiosa. L’arte romantica vuole scoprire l’anima delle cose, rivelando concetti quali il sentimento, il religioso, l’interiorità.
Nel 1802 si pubblica Il genio del Cristianesimo di Chateaubriand. In Germania, grazie a Schelling, prevale una concezione mistica e idealistica dell’arte, intesa come dono divino. Questo interesse per la dimensione della interiorità e della spiritualità umana portò, in realtà, il Romanticismo a preferire linguaggi artistici non figurativi, come la musica, la letteratura o la poesia. Queste, infatti, sono le arti che, più di altre, incarnano lo Zeitgeist romantico.

IL MITO DELLA HEIMAT (LA PATRIA in senso anche affettivo)
- proposta dei valori nazionali attorno ai quali possono stringersi le comunità in opposizione all'indifferenza del cosmopolitismo dellilluminismo:
 propria fisionomia culturale e morale di ogni popolo ( culto del Medioevo)
 riscoperta del folklore (riconoscere nel passato le tradizioni patrie)
 esaltazione dei sentimenti di Nazione,
Libertà, Indipendenza nazionale, Giustizia (liberalismo democratico).
Stato nazionale (Patria) : ogni popolo, ogni entità nazionale, ha diritto ad avere uno Stato proprio, indipendente e sovrano.

LA RISCOPERTA DEL MEDIOEVO
Le motivazioni principali sono fondamentalmente tre:
IL MEDIOEVO È STATO UN PERIODO MISTICO E RELIGIOSO
Questo aspetto fece sì che, nel Romanticismo,si guardasse al Medioevo come a un’epoca positiva, perché pervasa da forte misticismo e spiritualità.
NEL MEDIOEVO SI SONO FORMATE LE NAZIONI EUROPEE
Il Romanticismo voleva rivalutare la diversità dei vari popoli e delle varie nazioni e quindi guardò positivamente all’epoca in cui la diversità culturale si era formata in Europa: il Medioevo.
NEL MEDIOEVO IL LAVORO ERA SOPRATTUTTO ARTIGIANALE
Atteggiamento polemico nei confronti della Rivoluzione industriale che permetteva di produrre una quantità di oggetti notevolmente superiore, a un costo inferiore, ma peggiori
esteticamente. Molti romantici proposero un rifiuto delle industrie per un ritorno all’artigianato. 

LA CONCEZIONE DELLARTE
 privilegiò le facoltà del sentimento e della fantasia  sulla “ragione” e considerò l’arte come libera attività creativa del genio (ESALTAZIONE DELL’INDIVIDUALISMO);
 l’artista deve contribuire al progresso umano e perciò i Romantici affermano che tutti, anche gli artisti, devono essere impegnati sul piano politico e sociale.
 fautori di un’arte spontanea, popolare, originale, attuale, libera (contro l'applicazione di regole fredde e razionali).


ROMANTICISMO ITALIANO :
     Il Romanticismo italiano ha tratti caratteristici diversi dal Romanticismo europeo, tanto da far ritenere che l’Italia non abbia avuto una vera e propria arte romantica, ma solo un'imitazione del vero Romanticismo nordico.
Le tensioni mistiche sono del tutto assenti, così come è assente quel gusto per il tenebroso e l’orrido propri del Romanticismo nordico.
In Italia il Romanticismo coincide cronologicamente con quella fase storica che definiamo Risorgimento,tra il 1820 e il 1860, in cui si realizzò l’unità. L’arte che più di ogni altra si affermò nel Romanticismo italiano fu soprattutto la letteratura, grazie a Alessandro Manzoni e al suo romanzo I promessi sposi.

Milano : centro del dibattito sulle nuove idee romantiche.
L’atto di nascita del Romanticismo italiano è il 1816 con un articolo comparso sullaBiblioteca italianaintitolatoSulla maniera e utilità delle traduzionidi Madame de Stäel che accusava gli Italiani di conservatorismo e di provincialismo nelle lettere, chiusi come erano nella falsa torre eburnea del classicismo e sordi a tutto quel che di nuovo si andava agitando nel resto dellEuropa

Reazione:

i Neoclassicisti :, riaffermarono la validità di un passato glorioso, rivendicando il primato degli Italiani nelle lettere grazie appunto al perdurare della tradizione classica.
i Romantici : condivisero le critiche della de Stäel e decisero che era giunto il momento di smuovere le acque e di avviare anche in Italia un rinnovamento delle lettere.

    Vennero così, l’uno dopo l’altro, molti “manifesti” romantici ad opera di un gruppo di letterati, che fondarono anche il periodico “Il Conciliatore” (dal 1818 al 1819) che venne soppresso dalle Autorità austriache perché accusato di propaganda eversiva. I suoi redattori - Silvio Pellico, Ludovico Di Breme, Giovanni Berchet, Ermes Visconti, ecc. - furono quasi tutti perseguitati o col carcere duro o con l’esilio. Ricordiamo tra i “manifesti” del romanticismo italiano: la “Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo, di Giovanni Berchet.










martedì 31 marzo 2015

QUESITI SULLA GRANDE CRISI DEL 1929 E SUL NEW DEAL. (per le classi quinte)

  1. Il New Deal può essere considerato l'opposto del liberismo tradizionale. Spiega questa affermazione (Non dimenticare di fare riferimento alle iniziative di Roosvelt nei vari settori economici e sociali)         (10 righe)
  1. Esponi sinteticamente le teorie keynesiane sul ruolo assegnato allo stato nella gestione delleconomia di una nazione. (8 righe)


giovedì 19 marzo 2015

IL RISORGIMENTO



 LA  RESTAURAZIONE

LEGITTIMITA‘ :  Ritorno al potere  delle monarchie prerivoluzionarie

EQUILIBRIO : Contenimento dell‘espansionismo francese
                    Suddivisione del  continente in sfere d‘influenza

LA BORGHESIA TRA RESTAURAZIONE E RIVOLUZIONE
Il tentativo della Restaurazione, alla lunga, era destinato al fallimento per tre fattori principali inerenti lo sviluppo della borghesia:

 Sviluppo economico e sociale dei ceti borghesi, avviato durante l’età napoleonica.

 Richiesta di una Costituzione e delle libertà civili   in linea con  il liberalismo (1)e attraverso una società   segreta come la carboneria(2)

 Affermazione del sentimento nazionale(3)

I MOTI LIBERALI DEL 1820-21  IN ITALIA E IN EUROPA
pronunciamiento di Cadice dei militari spagnoli contro la politica reazionaria di Ferdinando VII per ottenere la Costituzione.
I MOTI IN ITALIA : NAPOLI E TORINO
L’esempio della Spagna viene imitato prima di tutto dagli ex ufficiali murattiani nel regno  delle  Due Sicilie ed anche nel regno di Sardegna ci fu un tentativo insurrezionale liberale.
Nel Lombardo-Veneto i gruppi carbonari  furono scoperti dagli austriaci prima ancora di passare all’azione. Molti patrioti (come Silvio Pellico) furono arrestati e condannati a pene durissime.

L'INSURREZIONE DECABRISTA IN RUSSIA (dicembre 1825)
L’opposizione all’assolutismo zarista era portato avanti da ufficiali dell’esercito organizzati in società segrete.
Il loro tentativo insurrezionale venne spietatamente represso dallo zar Nicola I. 

L'INDIPENDENZA DELLA GRECIA
La Grecia, all’epoca, faceva parte dell’impero ottomano ,ormai in decadenza. La lotta dei greci, grazie all’appoggio della Russia, e in genere delle potenze europee (Inghilterra e Francia) e al filoellenismo(4), portò all’indipendenza nel 1829. Molti furono i patrioti e gli intellettuali europei ( Santorre di  Santarosa, lord Byron) che, dopo il fallimento dei moti del  1820/21, andarono a combattere per la libertà dei Greci.

LE RAGIONI DEL FALLIMENTO DEI MOTI DEL 1820-21
-Il Congresso di Vienna aveva previsto come contromisure, in caso di insurrezioni l‘esercito della Santa Alleanza.
-Si trattava di ammutinamenti militari o rivolte settarie scordinate e isolate dal contesto sociale.
-Scarsa partecipazione popolare sia per il carattere  elitario dei moti, sia per la mancata 
coscienza rivoluzionaria  delle masse.

LA SVOLTA LIBERALE DEL 1830 : LA RIVOLUZIONE DI LUGLIO IN FRANCIA 
1)Le elezioni per il rinnovo del parlamento francese portano a nuovi successi dei liberali.  
2)Carlo X emette allora le quattro ordinanze (liberticide) di luglio, che sciolgono la camera appena eletta, istituiscono un rigido controllo governativo sulla stampa  modificando il regolamento elettorale.
3)In risposta alle  manovre autoritarie della corte, il popolo parigino prende le armi e assalta l'Hotel de Ville impadronendosi della municipalità.
4)Luigi Filippo d'Orleans, con l'appoggio della  borghesia liberale, viene dichiarato  re dei Francesi.
5)Le speranze degli ambienti popolari e repubblicani restano deluse.  

SULL‘ONDA DEGLI AVVENIMENTI DI PARIGI SCOPPIANO MOTI RIVOLUZIONARI  IN ALTRE 
PARTI D‘EUROPA (ITALIA, POLONIA)  ma con esito fallimentare.
-Moti liberali scoppiano nei ducati di Modena e Parma e nello Stato Pontificio. L' intervento delle truppe austriache consente ancora una volta una facile repressione.
-Il duca di Modena Francesco IV fa giustiziare i capi della ribellione, Ciro Menotti e Vincenzo Borelli.
-I patrioti polacchi insorgono contro la dominazione straniera (russa), sperando nell’aiuto delle potenze liberali (Francia, Inghilterra) che, però , non intervengono.

IL PERCHE' DEL FALLIMENTO : LA LUCIDA CRITICA DI GIUSEPPE 
La Carboneria non poteva in alcun modo condurre il popolo italiano al suo riscatto a causa di alcuni gravi difetti:
 mancanza di azione unitaria e di visione nazionale del problema politico italiano
 eccessiva fiducia nei sovrani locali e stranieri e incertezza
nel programma 
 mancata diffusione del programma presso i più diversi strati sociali,  conseguente assenza del popolo dai moti rivoluzionari.

Dire e fare qualcosa di nuovo, rivolgersi a tutti gli italiani con programmi  chiaramente espressi e pubblici. Nasce così la Giovine Italia(5).

CORRENTI POLITICHE DEL RISORGIMENTO(6)
Il pensiero politico risorgimentale fu caratterizzato da due grandi schieramenti:
CORRENTE DEMOCRATICA intendeva il Risorgimento come una rivoluzione che cacciasse lo straniero realizzando una repubblica a suffragio universale. 
(IDEOLOGIA REPUBBLICANA(7)- FEDERALISMO(8) -  MAZZINIANI)
CORRENTE LIBERALE-MODERATA   obiettivo una monarchia costituzionale, non necessariamente unitaria, puntava non sull’insurrezione popolare, bensì sulle riforme, era a favore del LIBERISMO ECONOMICO(9).
(CATTOLICESIMO LIBERALE (10)  NEOGUELFISMO(11)  MONARCHICO-COSTITUZIONALI(12) )

I LIMITI DELLA GIOVINE ITALIA
Il pensiero mazziniano si diffuse ampiamente soprattutto nell’Italia settentrionale dando luogo a tentativi insurrezionali duramente repressi. In definitiva i moti mazziniani mostrarono i limiti della Giovine Italia nel collegarsi con le masse contadine e nell’interpretarne i reali bisogni.Esempio: l’episodio dei fratelli BANDIERA.
I fratelli veneziani Attilio ed Emilio Bandiera patrioti, ufficiali nella Marina austriaca, disertarono per la causa dell'unità e libertà d'Italia e fondarono la società segreta Esperia, affiliata nel 1842 alla Giovine Italia di Mazzini. Nel 1844, organizzarono una spedizione in Calabria per spingere le popolazioni a sollevarsi contro il governo borbonico,ma furono consegnati dalla stessa popolazione ai Borboni e fucilati.

UN'EUROPA RIVOLUZIONARIA (1848-49)  un intreccio di motivi
ECONOMICI: crisi agraria che porta ad un forte rialzo dei prezzi dei generi alimentari
CULTURALI: Il 1848 è un grande evento romantico(13); peso dell‘opinione pubblica.


RIFIUTO DELL'ORDINE SANCITO DAL CONGRESSO DI VIENNA
TERRENO COMUNE DELLE RIVOLUZIONI  DEL ’48:
1) Rivendicazioni politiche tipiche del movimento liberali:  liberta’ di stampa,di riunione, di associazione; guardia civica; stato costituzionale, rappresentativo e parlamentare. 
2) Sovranità popolare e indipendenza   nazionale.
3) Prevalenza dei contenuti sociali e politici, ovvero di quelli nazionali(14)   

GEOGRAFIA DELLA RIVOLUZIONE
FRANCIA-LA DOPPIA RIVOLUZIONE L’opposizione a Luigi Filippo scatena tre giorni di insurrezione (22-23-24 febbraio) che porta alla fuga del re e alla proclamazione della repubblica che ebbe, all’inizio un indirizzo democratico – sociale. Tuttavia dopo vicissitudini e reazioni popolari,la repubblica avrà un’impronta conservatrice. Napoleone Bonaparte diventa presidente.
AUSTRIA-LA FRANTUMAZIONE DELL’IMPERO
La dinamica politica del ‘48-‘49 si polarizza attorno al nodo dei conflitti nazionali(si tratta di un impero multietnico) con richieste che vanno dall’autonomia all’indipendenza.
GERMANIA-LA RIVOLUZIONE MANCATA
i moti rivoluzionari guidati da intellettuali, studenti e borghesi dopo effimeri successi, falliscono di fronte al rifiuto del re di Prussia (cui il parlamento di Francoforte aveva offerto la corona tedesca) e per la debolezza degli ideali liberali tra la borghesia tedesca.

IL 1848-49 IN ITALIA : LA LOTTA PER L'INDIPENDENZA

1848
L'elezione di Pio IX fa sorgere grandi aspettative fra i liberali italiani e la sua politica riformatrice; suscita dovunque l'entusiasmo dei patrioti: l'effige del nuovo pontefice viene presto associata ai colori nazionali come simbolo di libertà e di unità.
gennaio: rivolta di Palermo. Ferdinando II concede la Costituzione
febbraio: Leopoldo II promulga la Costituzione in Toscana.
marzo:  a Torino Carlo Alberto concede la Costituzione (Statuto albertino) ; 
a Roma, anche Pio IX concede la Costituzione;
le cinque giornate di Milano (18-22 marzo);
Venezia insorge contro gli  austriaci e proclama la Repubblica;
Carlo Alberto dichiara guerra all’Austria (I GUERRA D’INDIPENDENZA)
marzo-aprile: guerra<federale> i vari sovrani italiani appoggiano  Carlo Alberto, inviando truppe contro gli austriaci.

FALLIMENTO DI QUESTA PRIMA FASE --- CAUSE
Prevalgono i motivi espansionistici dei Savoia che si annettono la Lombardia al loro regno:
ritiro delle truppe degli altri sovrani italiani  che si erano alleati al Piemonte.  
Luglio 1848: 
gli austriaci sconfiggono i piemontesi  a Custoza

 1849
II FASE DEMOCRATICA:  
ottobre '48: governo democratico in Toscana.
novembre '48: Pio IX fugge a Gaeta; si costituisce la Repubblica romana che ha  come bandiera il tricolore.
Caduta di tutti i governi democratici.
marzo '49:Carlo Alberto riprende la guerra contro l’Austria; battaglia di NOVARA: sconfitta e abdicazione di  Carlo Alberto a favore di Vittorio  Emanuele II.

Dopo la conclusione drammatica delle rivoluzioni del 1848, negli Stati italiani i sovrani, annullando tutte le concessioni liberali, perseguono una politica repressiva e autoritaria. Solo in Piemonte, Vittorio Emanuele II conserva lo Statuto albertino, facendo del regno sabaudo un punto di riferimento e un rifugio per molti patrioti ed esuli liberali italiani.
Mazzini, intanto, proseguiva la sua attività insurrezionale con iniziative, però, destinate al fallimento. Molto significativo, il tentativo fatto da Carlo Pisacane(15) che, nel 1857, con poche centinaia di patrioti, tentò di organizzare una spedizione nel Sud, per sollevare le masse contadine (spedizione di  Sapri(16) ).
In Piemonte, Cavour e Vittorio Emanuele II miravano a rafforzare il ruolo del regno sabaudo in politica estera per farne lo Stato di riferimento nel panorama italiano.

Accordi di Plombières con  la Francia di  Napoleone III (alleanza militare in vista di una guerra contro l’Austria.

LA II GUERRA D'INDIPENDENZA
Aprile 1859: scoppia la guerra contro l’impero asburgico, come volevano i piemontesi che, con l’aiuto di Napoleone III, riportano successi  a Magenta, Solferino e San Martino.
L'armistizio di Villafranca pone bruscamente fine alla seconda guerra d'indipendenza che frutta al Piemonte la Lombardia. A Parma, Modena, in Toscana ed in Romagna, i governi provvisori reclamano l'annessione al Piemonte che nel marzo 1860 viene sancita dai plebisciti: si compie così un decisivo passo verso la creazione dello Stato nazionale italiano.

L'IMPRESA DEI MILLE:  ovvero la conquista del  regno delle Due Sicilie
CRISI DEL REGNO BORBONICO:
1) Iniziative insurrezionali  del  partito d‘azione in cui milita Garibaldi
2) Si organizza una  spedizione che parte  da Quarto il 6 maggio 1860 diretta a Marsala
3) Garibaldi assume la dittatura in nome di Vittorio Emanuele  ed entra a Palermo(6 giugno)
4) battaglia di Milazzo (20 luglio)
5) l'intera isola, fatta eccezione per la cittadella di Messina, viene conquistata
6) Francesco II si ritira nella fortezza di Gaeta
7) (7 settembre) Garibaldi entra trionfalmente a Napoli, accolto come un liberatore
8) Cavour, preoccupato della ripresa del Partito democratico, fa approvare alla Camera una legge sull‘annessione incondizionata del Mezzogiorno
9) Garibaldi consegna idealmente il Sud  a Vittorio Emanuele nei pressi di Teano il  26 ottobre 1860.
10) 17 marzo 1861:Vittorio Emanuele II proclama il regno d‘Italia e dopo dieci giorni Roma viene designata capitale del regno.

  NOTE:  
1 - LIBERALISMO Ideologia delle borghesie nazionali progressiste in lotta contro l'assolutismo monarchico e la dominazione straniera, per la libertà economica, la costituzione liberale e l'indipendenza nazionale.
2 - LA CARBONERIA :Associazione segreta, avente per programma la libertà e l'indipendenza dei popoli. Sorta agli inizi del XIX secolo nella zona alpina della Francia con finalità inizialmente antibonapartiste, la carboneria mutuò riti e simboli dalla massoneria e dal misticismo cristiano. Organizzati gerarchicamente in baracche, vendite, vendite madri e alte vendite, gli iniziati (buoni cugini) conoscevano solo i superiori immediati. Si sviluppò in seno alle milizie napoleoniche in Germania, Francia e Spagna e mise radici soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia. Il fallimento dei moti del 1820-21 decretarono il declino dell'organizzazione.
3 - sentimento nazionale: l’idea di nazione che si afferma nell’Ottocento è il concetto romantico di nazione, intesa come unità di memorie, di lingua e tradizioni, in contrasto con la concezione dello Stato come patrimonio di una legittima dinastia riaffermato a Vienna.
4 FILOELLENISMO Movimento che nellEuropa romantica dellinizio del 19° sec. cercò di
 favorire i Greci in lotta per ottenere lindipendenza dal dominio ottomano.
5 - LA GIOVINE ITALIA Associazione politica clandestina fondata a Marsiglia nel luglio 1831.Essa era segreta per quanto riguardava i nomi degli affiliati, palese per quanto riguardava il programma. Fine dell'associazione era quello di fare dell'Italia una repubblica democratica unitaria.
6 - RISORGIMENTO Col termine RISORGIMENTO si designa il processo di rinnovamento culturale, politico e sociale che consentì la formazione dello Stato nazionale italiano.
7 - IDEOLOGIA REPUBBLICANA I repubblicani facevano riferimento a Mazzini; gli obiettivi erano l’indipendenza e l’unità d’Italia con una rivoluzione nazionale.
8 - FEDERALISMO:ideologia democratica e repubblicana a favore dell’autonomia locale e della democrazia decentrata. Teoric del federalismo furono Carlo Cattaneo, intellettuale , fautore dei valori della scienza e della tecnica, fondò la rivista “Il Politecnico” e Giuseppe Ferrari.

9 - LIBERISMO ECONOMICO: teoria economica che sostiene la libertà di scambio delle merci, la libera concorrenza; fa derivare il benessere individuale, sociale e nazionale dallo sviluppo dell’economia. Lo Stato deve solo creare le infrastrutture.

10 - CATTOLICESIMO LIBERALE Corrente di pensiero religioso e politico che, riconoscendo il valore della libertà, della nazionalità e del regime liberal-costituzionale, nel XIX secolo si schierò per la separazione della chiesa dallo stato. Il teorico fu Vincenzo Gioberti che sostenne, fino alla crisi del 1848-1849, un'opzione politica a sfondo neoguelfo.

11- NEOGUELFISMO movimento ideologico e politico affermatosi in Italia in ambito cattolico nella prima metà del XIX sec. Il suo programma era quello dell'unità nazionale sulla base di una confederazione di Stati, governati ciascuno dal proprio principe, sotto la presidenza del pontefice. Fu teorizzato da Vincenzo Gioberti nell'opera Del Primato civile e morale degli Italiani (1843), opera di importanza fondamentale nella formazione della mentalità della classe dirigente moderata dei nostro Risorgimento.

12- MONARCHICO-COSTITUZIONALI : corrente politica molto moderata che sosteneva la necessità di realizzare il processo di unificazione sotto casa Savoia e proponevano una monarchia costituzionale

13 - evento romantico:negli anni ‘40 la cultura romantica ha in gran parte superato la sua fase tradizionalista (era nata in polemica con l’illuminismo ed il giacobinismo) per convertirsi in cultura rivoluzionaria, che insegue i grandi miti della liberta’ e dell’affermazione nazionale. Protagonisti sulle barricate del 1848-49 saranno intellettuali (Marx, Engels, Hugo, Flaubert, Lamartine, Wagner, Petöfi) e studenti.

14 CONTENUTI SOCIALI E NAZIONALI : aspetto peculiare delle rivoluzioni del ’48 è la partecipazione massiccia dei ceti popolari urbani con specifici ed autonomi obiettivi di lotta, ispirati alle ideologie socialiste che allora cominciavano ad essere teorizzate ( vedi Il Manifesto dei comunisti di Marx ed Engels)

15 - Carlo Pisacane patriota e scrittore, di ideologia mazziniana, ma su posizioni più radicali e a tendenza socialista. In vista di unazione rivoluzionaria nel Mezzogiorno si riaccostò a Mazzini. Nel giugno 1857, organizzò uno sbarco nellItalia meridionale, a Sapri, da dove sarebbe dovuta iniziare linsurrezione coinvolgendo le masse contadine. Invece, la popolazione lavversò e i borboni li sconfissero facilmente. Pisacane, ferito e sconfitto, preferì suicidarsi
Loriginalità di Pisacane, sta nellaver intuito la necessità di legare saldamente la questione nazionale alla questione sociale, superando i limiti del mazzinianesimo. Il suo pensiero è ben espresso nel suo Testamento politico , documento anche di alto valore morale.
"Ho la convinzione, che le strade ferrate, i telegrafi elettrici, le macchine, i miglioramenti dellindustria, tuttociò infine che tende a sviluppare e facilitare il commercio, è destinato, secondo una legge fatale, a render povere le masse, finché non si operi la ripartizione dei profitti, per mezzo della concorrenza. Tutti siffatti mezzi aumentano i prodotti; ma essi li accumulano in poche mani, per cui tutto il vantato progresso non si riduce che alla decadenza. Se si considerano questi pretesi miglioramenti come un progresso, sarà ciò in questo senso che, collaumentare la miseria del popolo, essi lo spingeranno infallibilmente ad una terribile rivoluzione che, mutando lordine sociale, metterà a disposizione di tutti, ciò che ora serve allutile solo dalcuni. Ho la convinzione, che i rimedî temperati, come il regime costituzionale del Piemonte e le progressive riforme accordate alla Lombardia, lungi dallaccelerare il risorgimento dItalia, non possono fare che ritardarlo. Quanto a me non mimporrei il più piccolo sagrifizio per cambiare un Ministero o per ottenere una Costituzione, neppure per cacciare gli Austriaci dalla Lombardia e riunire al regno della Sardegna questa provincia: io credo che la dominazione della Casa dAustria e quella di Casa Savoja sieno la stessa cosa.
"Questa decisa opinione si venne formando in me per la profonda convinzione che io ho, essere una chimera la propagazione dellidea, e unassurdità listruzione del popolo. Le idee vengono dietro ai fatti e non viceversa; e il popolo non sarà libero perché sarà istrutto, ma diverrà istrutto tostoché sarà libero. Lunica cosa che possa fare un cittadino, per essere utile alla sua patria, è laspettare, che sopraggiunga il tempo, in cui egli potrà cooperare a una rivoluzione materiale.
"Le cospirazioni, i complotti, i tentativi dinsurrezione, sono a mio avviso, la serie dei fatti attraverso ai quali lItalia va alla sua meta (lUnità). Lintervento delle baionette a Milano ha prodotto una propaganda ben più efficace, che non mille volumi di scritti di dottrinarî, che sono la vera peste della nostra patria e di tutto il mondo.

16 - LA SPIGOLATRICE DI SAPRI (Luigi Mercantini)
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Me
ne andavo un mattino a spigolare
quando
ho visto una barca in mezzo al mare:
era
una barca che andava a vapore,
e
alzava una bandiera tricolore.
All'isola
di Ponza si è fermata,
è
stata un poco e poi si è ritornata;
s'è
ritornata ed è venuta a terra;
sceser
con l'armi, e noi non fecer guerra.
Eran
trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Sceser
con l'armi, e a noi non fecer guerra,
ma
s'inchinaron per baciar la terra.
Ad
uno ad uno li guardai nel viso:
tutti
avevano una lacrima e un sorriso.
Li
disser ladri usciti dalle tane:
ma
non portaron via nemmeno un pane;
e
li sentii mandare un solo grido:
Siam
venuti a morir pel nostro lido.
Eran
trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Con
gli occhi azzurri e coi capelli d'oro
un
giovin camminava innanzi a loro.
Mi
feci ardita, e, presol per la mano,
gli
chiesi: - dove vai, bel capitano? -
Guardommi
e mi rispose: - O mia sorella,
vado
a morir per la mia patria bella. -
Io
mi sentii tremare tutto il core,
potei dirgli: - V'aiuti 'l Signore! -
Eran
trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Quel
giorno mi scordai di spigolare,
e
dietro a loro mi misi ad andare:
due
volte si scontraron con li gendarmi,
e
l'una e l'altra li spogliar dell'armi.
Ma
quando fur della Certosa ai muri,
s'udiron
a suonar trombe e tamburi,
e
tra 'l fumo e gli spari e le scintille
piombaron
loro addosso più di mille.
Eran
trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Eran
trecento non voller fuggire,
parean
tremila e vollero morire;
ma
vollero morir col ferro in mano,
e
avanti a lor correa sangue il piano;
fin
che pugnar vid'io per lor pregai,
ma
un tratto venni men, più guardai;
io
non vedeva più fra mezzo a loro
quegli
occhi azzurri e quei capelli d'oro.
Eran
trecento, eran giovani e forti, e sono morti!